Articolo de "Il Mattino" di giovedì 15 luglio 2004

Ciociaria - Le bellezze sconosciute della Val Comino

Ci sono luoghi che hanno la facoltà di sconvolgere la nostra personalità psichica. In uno di questi si ritrova Alvina, la "Ragazza perduta" dell'omonimo romanzo di David Herbert Lawrence.

E Califano, minuscolo villaggio laziale vicino a Pescocalascio. Qui, nell'indicibile grandiosità pagana del crepuscolo nelle vallate fredde e selvagge, dove perdurava la sensazione degli antichi dei che conoscevano il diritto dei sacrifici umani. Alvina resta a lungo attonita, trasfigurata.

"Una crudezza selvaggia le scendeva nel cuore". Sotto falso nome, Lawrence descrive la Valle di Comino e il paesino di Picinisco, dove lo scrittore soggiornò nel 1919, completando qui il suo romanzo e descrivendo la natura incontaminata di questa fetta misconosciuta di Ciociaria.

Oggi casa Lawrence è stata trasformata in luogo di vista e agriturismo. L'azienda agricola Pacitti ha pascoli di agnelli e capretti e produce formaggi tipici. Su prenotazione, per seguire le suggestioni letterarie che scaturiscono dalla lettura del romanzo, è possibile soggiornarvi e degusiare la cucina tipica della Valle.

Scegliere la Val Comino per un itinerario naturalistico ed enogastronomico è un'ottima idea per chi ama i piccoli luoghi segreti d'Italia.

Acquafondata, Atina, Belmonte, Broccostella, Campoli, Fontechiari, San Biagio Saracinisco, San Donato, Settefrati, Vallerotonda, Viticuso: conoscete questi nomi? Quasi certamente no, eppure sono luoghi bellissimi. Già la Valle in sè spettacolo di incomparabile bellezza, nonchè comprensorio doc del Cabernet di Atina, forte della presenza di numerosi vitigni nobili impiantati nell'Ottocento dalla famiglia Visocchi.

Ma poi ci sono anche i tartufi, di eccellente qualità. E una specialità unica in tutto il Lazio sono i torroncini di pasta di mandorle, specie quelli di Alvito, retaggio di una tradizione antichissima. E ancora famosi sono i fagioll cannellini di Atina, stupenda cittadina con un possente Palazzo Ducale e il fagiolo bottoncino di Terelle. In tutta l'area la pasta e fagioli è piatto unico straordinario, con la caratteristica di una minestra fatta con ritagli di pasta fresca di acqua e farina dette "isagne".

Sul lago di Posta Fibreno, non tralasciate la cucina d'acqua dolce ricca di una varietà autoctona di trota, che ha fatto crescere una scuola locale basata solo sui piatti di pesce. Uno degli indirizzi da non perdere per la qualità e la competenza dell'otferta gastronomica e I'associazione Le Cannardizie di Atina (via Giacinto Visocchi).

Qui Patrizia Patini vi offrirà il meglio della tradizione ciociara, dalla "capezzella" o testa di capretto alle rigaglie di pollo "cacio e ova", alla cicorietta, agli strozzapreti e ai maccheroncini ai ferri, per finire col pangiallo (dolce di mandorle e uva passa). Per un tour completo, le uscite consigliate sulla A1 sono Cassino e Pontecorvo.

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